Bonus Mobili ed Elettrodomestici confermato fino al 2024, ma con limite di 5 mila euro
Bonus Mobili ed Elettrodomestici confermato fino al 2024, ma con limite di 5 mila euro
La bozza della Legge di Bilancio 2022,
uscita nel pomeriggio del 28 ottobre, conferma il Bonus Mobili ed
Elettrodomestici fino al 2024. C’è però una rilevante modifica: il
tetto di spesa – solitamente fissato a 10 mila euro e poi salito a 16
mila per il 2021 – scende a 5 mila euro.
Qualora
gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto al Bonus
Mobili siano effettuati nell’anno precedente a quello dell’acquisto (ovvero
siano iniziati nell’anno precedente a quello dell’acquisto e proseguiti in
detto anno) il limite di 5 mila euro è considerato al netto delle spese
sostenute nell’anno precedente per le quali si è fruito della detrazione.
Continua a leggere per sapere come
funziona il Bonus Mobili nel dettaglio!
**
Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è una misura di
agevolazione fiscale a favore di chi realizza interventi di ristrutturazione
edilizia rientranti tra quelli compresi nella detrazione del 50% (il
cosiddetto Bonus Ristrutturazioni). Consente di portare in
detrazione sulla propria dichiarazione dei redditi il 50% delle spese per l’acquisto di
mobili, arredi e grandi elettrodomestici. La detrazione deve essere
ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.
La
detrazione Irpef del 50% vale per l’acquisto di mobili e grandi
elettrodomestici di classe non inferiore alla A per i
forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i
frigoriferi e i congelatori (per le apparecchiature per le quali sia
prevista l’etichetta energetica), destinati ad arredare un immobile oggetto di
interventi di ristrutturazione.
Bonus
Mobili 2021: tetto di spesa a 16 mila euro
Per
l’anno solare 2021 il tetto di spesa aumenta di 6 mila euro (passando
dai 10 mila degli anni precedenti ai 16
mila euro). >> Leggi la notizia
Il
Bonus Mobili 2021, ricorda l’Agenzia, può essere chiesto solo da chi realizza
un intervento di ristrutturazione iniziato in data non anteriore al
primo gennaio 2020. Per gli acquisti di mobili-elettrodomestici
effettuati nel 2020, invece, è possibile fruire della detrazione solo se
l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al primo
gennaio 2019.
Ricordiamo
che in ogni caso la data dell’inizio dei lavori di
ristrutturazione deve essere anteriore a quella in cui si
acquistano i beni. Non è invece importante che le spese di
ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’acquisto dei mobili.
Guida
Entrate Bonus Mobili 2021
Agenzia
delle Entrate ha aggiornato la Guida per il Bonus Mobili prorogato per
tutto il 2021 dalla Legge di Bilancio, e ha realizzato una comoda
infografica che riassume gli aspetti principali dell’agevolazione. Eccole.
>> Leggi e scarica la Guida Entrate Bonus Mobili
2021
Bonus
Mobili 2021: infografica Agenzia Entrate
Bonus
Mobili, per quali lavori
Abbiamo
già accennato al fatto che può usufruire del Bonus Mobili chi realizza
interventi di ristrutturazione edilizia rientranti tra quelli compresi
nella detrazione del 50%, il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni.
Ma quali sono questi lavori? Ed è possibile avere il Bonus Mobili anche senza
una ristrutturazione vera e propria? Sì. Ma procediamo con ordine partendo
dalla prima distinzione fondamentale, perché le regole sono diverse: interventi
su parti comuni di edifici residenziali e interventi su singole
unità immobiliari residenziali.
Bonus
Mobili su parti comuni di
edifici residenziali
·
Manutenzione ordinaria,
manutenzione straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia
Esempi
di manutenzione ordinaria su parti comuni:
·
tinteggiatura pareti e soffitti
·
sostituzione di pavimenti
·
sostituzione di infissi esterni
·
rifacimento di intonaci
·
sostituzione tegole e rinnovo delle
impermeabilizzazioni
·
riparazione o sostituzione di cancelli o
portoni
·
riparazione delle grondaie
·
riparazione delle mura di cinta
NON
sono compresi tra gli interventi che danno diritto al Bonus Mobili ed
Elettrodomestici:
·
quelli finalizzati all’adozione di
misure dirette a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi (a
meno che, per le loro particolari caratteristiche, non siano anche inquadrabili
tra gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria, manutenzione
straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)
·
la realizzazione di posti auto o
box pertinenziali.
Quando
si effettua un intervento sulle parti condominiali (ad esempio
guardiole,
appartamento del portiere, lavatoi, ecc.), tutti i condòmini hanno diritto
alla detrazione, ciascuno per la propria quota, ma solo per i beni
acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus quindi non è
concesso se a seguito di lavori su parti condominiali si acquistano arredi per
la propria abitazione.
Bonus
Mobili su singole unità residenziali
·
Manutenzione straordinaria, restauro
e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su
singoli appartamenti.
·
Ricostruzione o ripristino di un
immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato
dichiarato lo stato di emergenza
·
Restauro, risanamento conservativo e
ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese
di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da
cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o
assegnano
l’immobile
Una
specifica importante: in questo caso il Bonus Mobili spetta anche se i
beni acquistati (mobili-elettrodomestici) sono destinati ad arredare un
ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio! E
anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare l’immobile ma
l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato solamente su una
pertinenza dell’immobile stesso, anche se autonomamente accatastata.
Esempi
di manutenzione straordinaria:
·
installazione di ascensori e scale di
sicurezza;
·
realizzazione dei servizi igienici;
·
sostituzione di infissi esterni con
modifica di materiale o tipologia di infisso;
·
rifacimento di scale e rampe;
·
realizzazione di recinzioni, muri di
cinta e cancellate;
·
costruzione di scale interne;
·
sostituzione dei tramezzi interni senza
alterazione della tipologia dell’unità immobiliare;
·
interventi finalizzati all’utilizzo di
fonti rinnovabili di energia, ad esempio l’installazione di una stufa a pellet
o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
combustibili, o l’installazione o l’integrazione di un impianto di
climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore;
·
sostituzione della caldaia (in quanto
intervento diretto a sostituire una componente
essenziale dell’impianto di riscaldamento).
Attenzione:
i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti
(per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti,
sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno
diritto al Bonus Mobili!
Bonus
Mobili senza ristrutturazione
Abbiamo
visto che rientrano nel concetto di manutenzione straordinaria, e quindi danno
diritto al Bonus Mobili, anche la semplice installazione di una stufa a
pellet (o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da
biomasse combustibili), l’installazione (o integrazione) di un impianto
di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore, e
addirittura la sola sostituzione della caldaia. Non è quindi
necessario intraprendere un elaborato intervento di ristrutturazione per poter
avere accesso alla detrazione per l’acquisto di mobili e grandi
elettrodomestici! >>
ne abbiamo parlato anche qui!
Bonus
Mobili e interventi Ecobonus
Possibile
usufruire del Bonus Mobili se gli interventi rientrano nell’Ecobonus anziché
nel Bonus Ristrutturazioni?
La risposta è negativa: Ecobonus e Bonus Mobili non sono compatibili.
Gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65%, finalizzati
al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari, la
sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione
energetica di edifici esistenti), non consentono di ottenere la detrazione per
acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Bonus
Mobili: cosa rientra, per quali acquisti
Ma
cosa si può acquistare con l’agevolazione? Rientrano nel Bonus Mobili le spese
per l’acquisto di:
1. Mobili tradizionali nuovi:
Con questa dicitura si intendono tutti gli arredi classici di cucina,
soggiorno, camere da letto e bagni. Sì quindi a letti (inclusi i
materassi), armadi, cassettiere, credenze, librerie, scrivanie, tavoli, sedie,
armadi e scansie, poltrone, divani, tavolini, ecc. Non rientrano
nell’agevolazione gli acquisti di mobili usati o di antiquariato. In altri
termini: la mobilia deve essere nuova di fabbrica.
Sono
anche esclusi i sanitari del bagno come lavabi, wc, piatti
doccia e bidet che, in caso di ristrutturazione, rientrano nelle spese
agevolabili con il bonus sul recupero edilizio.
2. Elettrodomestici bianchi:
Tutti i cosiddetti elettrodomestici bianchi (frigoriferi,
lavatrici, lavastoviglie, ecc.) purché in classe energetica A+ possono
essere acquistati e portati in detrazione con il Bonus Mobili per l’anno in
corso. Rientrano nella categoria dei dispositivi agevolabili anche i forni che,
in questo caso, devono essere di classe energetica uguale o superiore ad A.
L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di
etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.
In
linea generale sono tutti elettrodomestici bianchi, e quindi detraibili, gli
apparecchi inclusi nella lista dell’allegato alla direttiva 2002/95/CE sui
RAEE, recepita nell’ordinamento italiano con il d.lgs. 151/2005, che riportiamo
integralmente:
·
Frigoriferi
·
Congelatori
·
Altri grandi elettrodomestici utilizzati
per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti
·
Lavatrici
·
Asciugatrici
·
Lavasciuga
·
Lavastoviglie
·
Apparecchi di cottura
·
Stufe elettriche
·
Piastre riscaldanti elettriche
·
Forni a microonde
·
Altri grandi elettrodomestici utilizzati
per la cottura e l’ulteriore trasformazione di alimenti
·
Apparecchi elettrici di riscaldamento
·
Radiatori elettrici
·
Altri grandi elettrodomestici utilizzati
per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi
·
Ventilatori elettrici
·
Apparecchi per il condizionamento
·
Altre apparecchiature per la
ventilazione, l’estrazione d’aria e il condizionamento
3. Apparecchi di illuminazione:
Sono inclusi nell’agevolazione solo i complementi di arredo costituiti da apparecchi
di illuminazione (lampadari, faretti, lampade, ecc.) che risultino “necessari” alle
opere di ristrutturazione. Come per i mobili di cui al punto 1, sono esclusi
dal bonus elementi antichi e di antiquariato.
Tra
le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di
montaggio dei beni acquistati.
È invece escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per
esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.
Bonus
Mobili, come pagare
Con bonifico bancario o postale, carte di credito o debito. Non sono
ammessi in nessun caso contanti, assegni bancari o altri mezzi di pagamento.
Per quanto riguarda i bonifici – a differenza di quanto avviene per la
detrazione del 50% sulle ristrutturazioni, per cui il pagamento va effettuato
esclusivamente tramite bonifico
bancario parlante (soggetto a ritenuta) – basta
utilizzare un semplice bonifico bancario o postale. Con la
circolare n. 7/2016 l’Agenzia delle entrate ha infatti precisato che non è
obbligatorio l’uso del bonifico soggetto a ritenuta appositamente predisposto
dalle banche e da Poste Spa per le spese di ristrutturazione edilizia. Stesse
modalità sono richieste per il pagamento delle spese di trasporto e di
montaggio dei beni, anch’esse agevolabili
Documenti
da conservare
Sono
da conservare le fatture,
o lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, con
la specifica della natura, della qualità e della quantità dei beni e dei
servizi acquistati, e le ricevute di
pagamento. Se lo scontrino o la fattura non riportano i dati del
compratore, si può fruire del bonus se c’è riconducibilità al contribuente
titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati della transazione
(negoziante, importo, giorno di acquisto, ora). Il pagamento può essere
documentato con la ricevuta del bonifico o, quando si paga con carta,
attraverso la ricevuta di avvenuta transazione e documentazione di addebito sul
conto corrente.
Conservare
i documenti sulla classe energetica dell’elettrodomestico acquistato,
se previsto l’obbligo dell’etichetta o, in caso contrario, una dichiarazione
che attesti che per il prodotto acquistato non è ancora previsto.
Per dimostrare
la data di inizio lavori di recupero del patrimonio edilizio, bisogna
conservare le abilitazioni amministrative o le comunicazioni richieste dalla
legislazione edilizia, a seconda del tipo di lavoro da realizzare, oppure la
comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale, quando è obbligatoria.
Per gli interventi edilizi per i quali non sono previste comunicazioni o titoli
abilitativi, basta attestare la data di inizio lavori con una semplice dichiarazione
sostitutiva di atto di notorietà.
Bonus
Mobili, come richiederlo
Specifichiamo
che l’ottenimento della detrazione non è automatico, ma occorre indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei
redditi (modello Redditi persone fisiche o modello 730 >>
qui trovi il nuovo modello 730). La detrazione
spetta unicamente al contribuente che usufruisce anche della detrazione per le
spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Ad esempio attenzione:
se le spese di ristrutturazione sono state sostenute solo da uno dei coniugi e
quelle per l’arredo dall’altro, il Bonus Mobili non spetta a nessuno dei due.
Si
ha diritto al bonus anche quando il contribuente ha scelto, in alternativa alla
fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione, di
cedere il credito o di esercitare l’opzione per lo sconto in fattura.
Cessione
del credito Bonus Mobili: si può?
Sappiamo
che l’ultima Legge di Bilancio ha “approvato” la cessione credito per
numerosi bonus edilizi, non solo per il Superbonus. Tra questi, c’è anche il
Bonus Mobili? Purtroppo no. Non
è possibile optare per cessione del credito o sconto in fattura per
quanto riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
L’unico modo per recuperare il bonus è la detrazione in 10
anni in sede di dichiarazione dei redditi. C’era stata una proposta in
questo senso, ma è stata bocciata in Senato (la notizia è del 7 maggio 2021).
I Bonus Casa 2021: guida alle agevolazioni e alle
detrazioni in edilizia - e-Book in pdf
Antonella
Donati, 2021, Maggioli Editore
Con
la Legge di Bilancio 2021 i bonus e le agevolazioni per la casa cambiano con
importanti novità e altrettante conferme. L’eBook fornisce una guida pratica
snella e molto chiara sulle diverse opzioni a disposizione per effettuare spese
e investimenti sugli immobili in parte...
Entro
quanto tempo devo acquistare i mobili dalla fine dei lavori di
ristrutturazione?
Esiste
un termine dalla fine dei lavori di ristrutturazione entro il quale effettuare
l’acquisto dei mobili? La legge non ha previsto nessun
vincolo temporale nella consequenzialità tra la conclusione dei lavori di
ristrutturazione e l’acquisto dei mobili, ma per ottenere il bonus è necessario
che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione sia
anteriore a quella in cui si acquistano i beni. Non è invece
importante che le spese di ristrutturazione siano sostenute
prima degli acquisti dei mobili.
Niente
comunicazione all’Enea: confermato
Dal
1° gennaio 2018 vanno comunicati all’Enea gli acquisti di alcuni
elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus (forni, frigoriferi,
lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici). Però è stato
chiarito (con la risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019)
che la mancata o tardiva trasmissione non implica la perdita del
diritto alle detrazioni.
Box
pertinenziale: Bonus Mobili o no?
L’Agenzia
delle Entrate, nelle FAQ della nuova guida, ha chiarito che la detrazione Irpef
del 50% per la ristrutturazione spetta anche per l’acquisto o la realizzazione
di posti auto pertinenziali già realizzati e per la costruzione di autorimesse
o posti auto, anche a proprietà comune .
Ma,
anche se l’acquisto o la costruzione di un box pertinenziale dà diritto al
bonus ristrutturazioni, questo tipo di intervento non rientra tra gli
interventi di recupero del patrimonio edilizio che permettono di avere la detrazione
per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Usufruire del bonus
ristrutturazione è infatti condizione necessaria ma non sufficiente per
accedere al Bonus Mobili, per ottenere il quale è indispensabile realizzare su
singoli appartamenti lavori di: manutenzione straordinaria, restauro e
risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.
Bonus
Mobili per la caldaia: si! Perché?
L’Agenzia
delle Entrate, nelle Faq presenti nella nuova guida, precisa che la
sostituzione della caldaia consente la detrazione del Bonus mobili, visto che
si tratta di manutenzione straordinaria poiché è un intervento diretto a
sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.
La
sostituzione della caldaia, proprio in quanto manutenzione straordinaria, dà
diritto al bonus ristrutturazioni e, come conseguenza, consente l’accesso al
bonus mobili.
Bonus
Mobili per le spese di trasporto
Rispondendo
a un quesito di un utente, le Entrate ci ricordano che in base al paragrafo 3.4
della circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, nell’importo delle spese
sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per i quali si
usufruisce della detrazione del 50% bonus mobili, si possono
considerare anche le spese di trasporto (e di montaggio) dei beni acquistati.
I pagamenti di tali spese devono essere effettuati con bonifico o carta
di debito o credito; non si può quindi pagare con assegni bancari, contanti
o altri mezzi di pagamento.
Bonus
Mobili e pertinenze
Da
un quesito abbiamo poi la conferma che il Bonus Mobili spetta anche se
l’intervento di recupero edilizio viene eseguito su una pertinenza.
Infatti, come si legge nella circolare 7/E del 27 aprile 2018 (pag.
262), “Il bonus mobili spetta anche qualora i mobili e i grandi
elettrodomestici siano destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è
collegato tale acquisto sia effettuato sulle pertinenze dell’immobile stesso,
anche se autonomamente accatastate”. Del resto, nella guida dell’Agenzia delle
Entrate si legge anche che “La detrazione spetta anche quando i beni
acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile
oggetto di intervento edilizio”.
Bonus
Mobili ed eredi
Sempre
da un quesito, apprendiamo con chiarezza che, in caso di morte del
contribuente, la parte non usufruita di Bonus Mobili non passa agli
eredi per i rimanenti periodi di imposta (si veda la circolare n. 17/E
del 24 aprile 2015, paragrafo 4.6). Approfondisci qui.
Bonus
Mobili e infissi
Per
gli interventi di sostituzione degli infissi, invece, si può
beneficiare sia della detrazione per recupero edilizio sia del bonus
mobili? La risposta è SI.
Bonus
Mobili e parquet
Si
può usufruire del bonus mobili per il parquet? No.
Non rientrano nell’ambito dell’agevolazione gli acquisti di porte, di
pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri
complementi di arredo (circolare n. 7/E del 4 aprile 2017).
La sostituzione di pavimenti rientra fra i lavori di
manutenzione ordinaria, che possono fruire della detrazione 50% per le
ristrutturazioni solo quando sono eseguiti su parti comuni del condominio. Se
però il lavoro fa parte di un intervento più vasto agevolabile anche la spesa
per la sostituzione del pavimento in una abitazione privata può essere detratta
al 50%.
Bonus
Mobili per tende e porte
Tende
e porte generalmente non rientrano nel Bonus Mobili. Tende e
porte possono rientrare nel bonus ristrutturazione e nell’ecobonus, a
determinate condizioni. Le porte interne non beneficiano di
detrazioni ma se si opta per l’installazione di una porta blindata interna
l’intervento ottiene la detrazione del 50%. Stessa agevolazione anche per:
porte blindate esterne, porte esterne e porte-finestra >> Leggi
anche Sostituzione
porta blindata, quali bonus si possono sfruttare
Se
le tende rispettano i requisiti dell’allegato M del Dlgs
311/2006 possono usufruire dell’ecobonus 50%. Escluse le tende decorative,
accedono all’agevolazione: tende esterne (da sole, cappottine mobili, tende a veranda,
tende a rullo, pergole con schermo in tessuto tende per veranda, ecc), chiusure
oscuranti (veneziane, tapparelle, persiane, frangisole, chiusure tecniche
oscuranti in genere) e tende tecniche da interno (rulli avvolgibili, veneziane,
plissettate, sistemi winter garden, skylighter, vertical).
Leggi l’articolo Bonus mobili, ristrutturazioni e Ecobonus: novità su bonifici e coppie di
fatto
Bonus
Mobili, la normativa
Sul sito
delle Entrate trovi tutta la normativa aggiornata sul Bonus Mobili.
Annullato: Bonus mobili per
coppie under 35
La
Legge Finanziaria 2017 ha escluso la possibilità per i giovani under 35
di fruire dell’agevolazione del bonus arredi anche senza lavori edilizi.
La
manovra finanziaria del 2016 aveva introdotto un’importante novità: la
possibilità offerta alle giovani coppie under 35 di fruire
dell’agevolazione del bonus arredi anche senza lavori edilizi, come già avevamo
anticipato in fase di discussione della legge
di stabilità.
I
punti cardine di questa nuova opportunità erano i seguenti:
– La detrazione era del 50% sulle spese sostenute dal
1° gennaio al 31 dicembre 2016 su mobili ed elettrodomestici bianchi
(vedi sopra per ulteriori dettagli) per una spesa massima di 16.000
euro.
– Il bonus si suddivideva tra gli aventi diritto e si recupera nell’arco di 10
anni con quote di pari importo (quindi, nell’ipotesi di una spesa di 16.000
euro, si parla di una detrazione di 800 euro all’anno per 10 anni).
– L’agevolazione era riservata alle coppie di sposi o di conviventi more
uxorio da almeno tre anni e in cui almeno uno dei componenti della
coppia abbia meno di 35 anni di età. Inoltre la coppia doveva avere acquistato
un’abitazione da destinare a residenza principale.
– Per fruire del bonus mobili e arredi 2016 riservato alle giovani coppie, i
mobili dovevano servire ad arredare la casa acquistata.
– Questa agevolazione non era cumulabile con quella riservata all’acquisto del
mobilio per lavori di ristrutturazione edilizia. In altre parole o si optava
per il bonus mobili “classico” o per quello riservato alle “coppie under
35“.
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